Rubriche : racconto rossonero

Il Corsaro rossonero della Costa Smeralda

domenica, 19 novembre 2017, 19:48

di simone pellico

Quando vedi una squadra sarda nel girone quello che speri è che la trasferta sia in un periodo che possa farti godere dell'isola. Quando le squadre sono due le possibilità raddoppiano e pure le speranze. Se giocano entrambe ad Olbia poi, il miraggio che hai davanti è il mare della Costa Smeralda, un tuffo al volo prima di rientrare nella balena che ti riporterà in continente. Poi viene sorteggiato il calendario, e la cartolina estiva diventa una foto in bianco e nero: due trasferte su due in autunno. A distanza di quindici giorni l'una dall'altra. I crocieristi lucchesi arrivati a Olbia hanno lasciato quindi il costume a casa e si sono dovuti accontentare della giornata di sole. E di un risultato insperato. 

Lucchese e Arzachena si affrontano per la prima volta nella loro storia, presentate dall'arbitro come due bambine all'asilo. Entrambe a 20 punti, un match sulla carta alla pari, ma la Lucchese si presenta allo stadio Bruno Nespoli decimata. Mister Lopez ha perso tante figurine, dovendo mischiare quelle rimaste e Cardore riesce così a trovare una maglia da titolare che si scoprirà avere un asso cucito nella manica. La Pantera viene poi dalla vittoria con l'Alessandria e dal piatto pareggio col Prato, e non si capisce ancora se patisca i primi freddi. L'Arzachena invece è in forma e in casa fa il padrone scorbutico che non lascia agli ospiti nemmeno il diritto di decidere quando andare in bagno. Sono solo quattro i gol subiti dagli smeraldini fra le mura amiche, di cui tre nell'unica sconfitta subita. 

La partita inizia sotto lo sguardo intermittente delle auto che passano sopra il cavalcavia che accarezza lo stadio. Forse non distingueranno i padroni di casa, mimetizzati dalla maglia a strisce bianco verdi. Anche i rossoneri sembrano non vederli bene perché spesso ci vanno a sbattere contro. In realtà la Lucchese sta iniziando a suonare uno dei pochi spartiti che possano dare risultati, che ha un ritornello maschio e prevede che la Pantera si imponga nei corpo a corpo, per recuperare palloni, per spezzare il gioco dell'Arzachena. Al quarto d'ora però l'estro di Sanna rompe l'equilibrio. Col sinistro si alza la palla, col destro la manda di tacco a Curcio che spara da fuori area sotto la traversa. E per un attimo ti trovi a ringraziare di aver preso un gol del genere, se era il prezzo da pagare per vederlo. Due minuti dopo i rossoneri cercano di imitare gli avversari. Ci sono un tacco e un pallonetto, ma manca il collante magico e la brutta copia non vola. 

Le occasioni più nitide sono ancora tutte dei padroni di casa, mentre continuano i duelli fra giocatori. Il termometro del nervosismo sale e contagia Fanucchi che prende un giallo annunciato, vincendo la squalifica per un turno. Alla mezzora Merlonghi decide che è arrivato il momento di sporcare i guanti del portiere sardo con un tiro da fuori area. Risponde Lisai che si trova addosso la palla e la muove sulle spalle come un giocoliere, per poi scaricare fuori di poco. Adesso tocca di nuovo alla Pantera muovere, e sposta con eleganza il cavaliere Fanucchi sulla fascia, tocco per Arrigoni che invia una raccomandata a Cardore che trova l'asso che aveva nella manica. Con un movimento si gira e fa scattare la trappola per il difensore avversario, che interviene mancando il pallone e trovando la gamba. Arbitro a un metro, fischio, rigore. Se qualcuno si stava chiedendo per tutto il primo tempo il ruolo di Cardore in campo, eccolo trovato. Sul dischetto va Fanucchi che pareggia. In curva ospiti si salta. In area lucchese però si balla e si fanno errori. Trame sconnesse regalano all'Arzachena uno scacco che solo Albertoni riesce a disinnescare con una parata. Mancano pochi minuti al riposo, giusto il tempo di un parapiglia generale. Il nervosismo che bolliva in pentola trova l'episodio che fa saltare il tappo. Una manata al viso, un rossonero a terra come colpito da un cecchino, una giostra di spinte. L'arbitro è uno che si trova su un cavallo al galoppo avendo perso le briglie. Dopo vari consulti tira fuori due cartellini gialli a caso e riattacca in qualche modo i cocci per arrivare a fine tempo. Dopo nemmeno un minuto di recupero tira il fischio liberatorio.

Al rientro si assiste al primo angolo della partita. Lopez sa che Cardore ha raggiunto il suo scopo e lo sostituisce con Baroni. Poi dentro pure Mingazzini e l'obbiettivo è chiaro e naturale: portare a casa il pari. Tutti sperano di aggiungere un punto alla classifica rossonera, ma poi succede quello che non ti aspetti: il regalo di un vecchio amico, l'ex Baldanzeddu, uno a cui Lucca deve pure un favore perché l'ha lasciato fra i naufraghi del fallimento del 2011. Ivan telefona in difesa un pallone che trova sulla traiettoria proprio quello sbagliato. Sua maestà Fanucchi intercetta e taglia il mare verde smeraldo per poi tuffare un diagonale nella porta sarda. Le palette della giuria danno 10 al tuffo e consegnano nuovamente la palma di migliore in campo al principe rossonero.

La Lucchese non si fa tradire dall'euforia e mantiene la lucidità negli assalti finali. Giocando ripartenze sempre pericolose conduce la nave in porto. L'Arzachena si ritrova così sconfitta per la seconda volta in casa e la Lucchese vola a 23 punti. Guardando la classifica dei se e dei ma, è facile dire che con pochi dei punti persi in malo modo per strada la Pantera si starebbe facendo le unghie sula porta del Livorno capolista.

 



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