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A Lucca Tambellini è incapace di tenere aperto il Porta Elisa: ecco cosa fanno gli altri sindaci

lunedì, 17 giugno 2019, 17:08

di alessandro lazzarini

Sono passati ormai molti anni dall'introduzione delle nuove norme di conformità strutturale ed in materia di sicurezza per gli stadi destinati ad ospitare i campionati professionistici e nel febbraio scorso la Lega, dopo innumerevoli stagioni andate avanti a proroghe, ha diramato l'ultimatum definitivo per l'adeguamento, che sarà parte integrante dei requisiti per l'iscrizione al campionato 2019-2020. Tantissime le realtà coinvolte, ma solo il Comune di Lucca, come dichiarato dal suo assessore allo sport Ragghianti, sembra essersi fatto trovare del tutto impreparato tanto da non aver elaborato alcun progetto o proposta oltre la migrazione in altro impianto a tempo indeterminato. 

Rimanendo alla casistica delle realtà toscane, simili a quelle del Porta Elisa le problematiche dello stadio 'Renzo Melani' di Pistoia, dove il Comune ha stanziato 200mila euro per l'adeguamento sismico della tribuna coperta (assai più grande di quella di Lucca), più altri 156mila Euro per l'installazione di 2113 seggiolini e altri lavori minori, mentre il progetto per l'adeguamento dell'illuminazione è stato donato all'ente dalla Società arancione.

L'orribile stadio di Pontedera è stato invece sistemato negli anni scorsi, ma presentava ancora una carenza per quanto riguarda le luci che l'amministrazione si è prontamente adoperata per risolvere con uno stanziamento straordinario finalizzato all'integrale sostituzione di tutti i proiettori, per una spesa, pensate un po', di appena 135mila Euro, al che si evince che al di là dei pali che le sostengono, è sufficiente questo importo abbastanza modesto per dotarsi della quantità di luce necessaria.

Anche a Carrara, dove la capienza è ridotta addirittura a 1500 unità, il Comune deve esser caduto dal pero malgrado un decennio per organizzare una qualche soluzione per l'ammodernamento delle struttura, ma perlomeno ha elaborato una proposta che potrebbe risultare interessante per eventuali investitori privati; in sostanza l'esecutivo marmifero è pronto a rilasciare una concessione di trent'anni e a riconoscere annualmente un contributo di 125mila Euro a chi vorrà prendersi in carico la gestione dello stadio. Si tratta di una ingegnosa forma di finanziamento che di fatto solleva il palazzo da gran parte degli oneri di gestione e progettuali per la stesura dei lavori.

 Per quanto ne sappiamo risulta a norma lo stadio di Siena, che d'altra parte recentemente ha calcato i campi della seria A, così come quello di Arezzo, con capienza ridotta ma sottoposto a verifiche strutturali in occasione dei recenti spareggi promozione e pronto ad ospitare anche l'Albissola per la partite interne del prossimo campionato. Perfino la Pianese, neopromossa società di Piancastagnaio, comune da 4500 abitanti, pur migrando per qualche mese a Grosseto entro dicembre si ritroverà con uno stadio messo a norma grazie ai 150mila Euro subito messi a disposizione dall'amministrazione all'indomani della vittoria del campionato.

 

 

 

 

 

 

 

 



caffè bonito

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