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Mingazzini: "De Feo potrebbe essere l'uomo derby"

giovedì, 8 novembre 2018, 08:56

di diego checchi

Nicola Mingazzini si racconta a Gazzetta Lucchese e parla anche del derby di domenica prossima contro il Pisa. Un intervista tutta da seguire perché tocca diversi argomenti, ma è inutile stare a fare tanti preamboli ed è giusto far parlare l’ex centrocampista rossonero ed ora allenatore dei Giovanissimi nazionali dello Spezia.

Tra le due tifoserie ovvero quella di Lucca e quella di Pisa, quale delle due sente di più il derby?

“Sicuramente la tifoseria lucchese, a Pisa forse sentono più quello contro il Livorno”

Fra le squadre chi arriva meglio al derby? 

“La Lucchese che secondo me sta facendo qualcosa di eccezionale, sono partiti in ritardo, hanno avuto varie vicissitudini, oltre agli 11 punti di penalizzazione. Ma nonostante tutto i risultati non mancano, questo vuol dire che hanno grande fiducia nei loro mezzi, complimenti a staff e giocatori. In più a mio parere il Pisa è più debole dell’anno scorso.” 

Come si risolverà il derby? 

“Si risolverà grazie alla giocata di un singolo. De Feo potrebbe essere l’uomo giusto per fare qualche giocata delle sue”.

Quali sono i derby che ricorda?

 “Con la maglia del Pisa non ho mai giocato contro la Lucchese, mentre con quella della Lucchese ne ho giocati diversi. Mi ricordo in particolare il primo vinto per 2 a 1 con gol Forte e Lo Sicco, all’epoca con Galderisi in panchina. Stavamo ritrovando l’entusiasmo e vincemmo al termine di una partita molto intensa contro una vera e propria corazzata”. 

Ci sarà la solita mobilitazione da parte dei tifosi pisani?

“Sicuramente sì, a Lucca si stanno appassionando a questa squadra e il Pisa ha sempre un gran seguito per cui sarà sicuramente un bello spettacolo. Sarei venuto anch’io ma purtroppo per i miei impegni calcistici con lo Spezia non farò in tempo ad arrivare. .

Che cosa le manca di più del calcio giocato? 

"Mi manca lo spogliatoio più che il campo sul quale ci sono comunque ogni giorno. Quando lo spogliatoio è sano è come una famiglia e sicuramente la cosa che mi manca di più ma non sono pentito di aver smesso era la scelta giusta nel momento giusto. Adesso mi sto appassionando al lavoro di allenatore, pensavo di sapere già tutto e invece è un mondo completamente nuovo, tanto difficile quanto stimolante”.


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