Detto tra noi

Josef chi?

domenica, 16 giugno 2019, 16:10

di fabrizio vincenti

Nessuno poteva essere tanto mai ingenuo da pensare che la Lucchese possa essere iscritta in serie C da soggetti diversi da quelli che in queste settimane hanno presentato la domanda di ammissione al concordato, dunque a Aldo Castelli e company. Chi, in un afflato di romantica speranza aveva pensato che dopo l'impresa incancellabile dei rossoneri a Bisceglie, si potessero far vivi imprenditori diversi ha ancora una volta sbattuto la faccia contro una realtà, quella di chi conta a Lucca, che fa schifo solo a nominarla.  

Dunque, a provare a salvare la categoria, con probabilità che francamente di sfuggono, sarà un imprenditore ignoto a tutti sino a pochi giorni fa. Un quarantenne originario di Lucca, uscito praticamente dal nulla, un po' come le sue attività sicuramente floride ma recenti. Sul suo passato, anche a nostra precisa domanda, nessuna risposta. Ci auguriamo che, qualora l'operazione vada in porto, sia possibile capire qualcosa di più di questa persona, sulla quale, in mancanza di notizie certe oltre quelle raccolte tramite la visura camerale, si sono sviluppate ridde di voci. Che potrebbero facilmente sconfinare nella diceria. Di certo i punti interrogativi, a partire dal fatto che si è palesato, ancora una volta, tramite lo studio commerciale di Enrico Ceniccola, non mancano. L'ex guardalinee della massima divisione ha gestito in prima persona l'operazione che ha fatto arrivare a Lucca Aldo Castelli e Umberto Ottaviani. Ora, sempre dalla sua sede di via Eleonora d'Arborea a Roma, esce Josef Ferrando. Di lui non abbiamo rintracciato nemmeno una foto. Chi è malato di dietrologia sbaglia quasi sempre, chi lo definisce, come ci è capitato di sentire, "il nipotino di Aldo Castelli", sicuramente fa ironia. Ma è anche vero che qui nessuno, dopo le mille e mille sofferenze, ha l'anello al naso. Di situazioni di mancata chiarezza non se ne vuole più sentire parlare. Nemmeno per sbaglio. E invece anche stavolta il pensiero non corre in modo lineare. La stanchezza è tanta, la rabbia repressa pure, e nessuno vuole che restino dubbi su chi sta gestendo l'intera operazione. Dubbi che invece alcune situazioni e coincidenze rinfocolano. Come i trionfanti post circa le prospettive societarie su Facebook di personaggi già noti e vicini a altri tentativi più volte respinti con decisione in passato. Chi sta lavorando a salvare veramente la Lucchese o forse solo a evitarle il fallimento che non è la stessa cosa? 

A queste zone d'ombra, i protagonisti potranno rispondere, ammesso ne siano capaci,  solo con la chiarezza e con i fatti. Fatti immediati. Fatti da centinaia di migliaia di euro. Fatti che si traducano in una corposa documentazione da presentare e in eventuali prospettive post iscrizione. Tutte da definire, e ricche a sua volta di incognite. Accanto a questa strada, ripetiamo l'unica per alimentare la speranza residuale di un campionato professionistico, c'è un mare di ipotesi che parlano di ripartenza dai dilettanti. Facciamo i nomi che sono sulla bocca di tutti: fusione con il Ghiviborgo di Remaschi & Co, un'altra ipotesi, nuovamente circolata negli ultimi giorni, riparla di un nuovo sbarco di Vellutini e del suo Tau Calcio tramite il Vorno. Ovviamente dall'Eccellenza. Facciamo fatica a crederlo. Oltre a altre ipotesi più o meno improbabili, nella totale insipienza dell'amministrazione comunale, che pare andare a bussare alla porta a soggetti nel proprio perimetro politico, senza peraltro mettere sul piatto proposte credibili. Per non parlare del nulla fatto sullo stadio, un nulla che va avanti da anni, grazie all'insipienza di personaggi che probabilmente non sanno nemmeno dell'esistenza del Credito Sportivo. Che continuano a gestire la pratica Lucchese con insofferenza, a distanza. E senza un minimo di idee chiare. Facciamo fatica a ricordare, oltre agli appelli patetici dell'assessore allo sport affinché  qualcuno potesse intervenire, fatti concreti. Ricordiamo invece le numerose gaffes di questi mesi e il siluro sganciato sulla vicenda dello stadio solo pochi giorni fa. Un curriculum che imbarazza. E che ci auguriamo non aggiunga altre puntate. La navicella rossonera è ancora una volta in mezzo al mare, e stavolta a bordo ci sono solo i tifosi. Quel gruppo di fantastici giocatori è già nel mito, ormai lontano, per quanto sia passata una sola settimana da quelle emozioni. Protagonisti di una pagina epica che nessuno potrà mai infangare o dimenticare. 


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