Detto tra noi

Moriconi continua a guidare la Lucchese: parola di Enrico Tommasi

giovedì, 31 gennaio 2019, 12:56

di fabrizio vincenti

Dobbiamo, nonostante tutto, essere grati a Enrico Tommasi, sì, proprio lui, il direttore generale della Lucchese, autopresentosi alla città nel dicembre scorso. Come ricorderete, il suo primo impatto con la società fu contraddistinto dal vuoto assoluto: nessuno lo accompagnò in sala stampa, a rimarcare una frattura con il resto dei quadri societari già allora evidente. Di fatto, una presentazione che  Tommasi avrebbe potuto tranquillamente fare attraverso una diretta Facebook dal divano di casa sua. O magari dal posto di lavoro, visto che la sua prima attività - alla Lucchese è di fatto un direttore part time - è in una importante azienda distributrice di prodotti per la casa e per l'igiene personale. Siamo convinti che dal suo divano avrebbe persino fatto una migliore impressione.

Dicevamo che gli dobbiamo essere grati e il perché è presto detto. Il Nostro, nella giornata di ieri, ha rilasciato importanti dichiarazioni a un'altra testata on line, presumibilmente contattata per chiarire il suo incontro con l'allenatore Leonardo Menichini. Un incontro, come abbiamo scritto, che potrebbe preludere, nonostate le smentite di rito - basti ricordare che Tommasi smentì a poche ore dalla sua ufficializzazione l'arrivo a Lucca - a un cambio della guida tecnica rossonera nelle prossime settimane.

Ma a destare la nostra attenzione non sono state naturalmente le versioni fornite sull'incontro avuto con il tecnico ex secondo di Carletto Mazzone, che peraltro ha un contratto pienamente valido con la Lucchese. E nemmeno le esilaranti affermazioni che vedrebbero Tommasi in piena sintonia con Favarin e Obbedio. Chi sa come stanno le cose, non può che avere sorriso amaramente. A proposito: da Tommasi e dalla società, esclusi i quadri tecnici, tutti attendono ancora una presa di posizione sul caso Favarin. Nessuna vicinanza, nessuna condanna, nessuna replica alla dura lettera dell'Alessandria. Non c'è da meravigliarsi: la società di fatto non esiste. 

Ma esiste, ecco la notizia che riporta Gazzetta di Lucca, una proprietà che governa la Lucchese. Leggiamo insieme: "Obbedio è a Milano ed è in costante collegamento con me. Se trova qualcosa me lo comunica e io lo sottopongo a Moriconi che poi decide. Io parlo con lui e probabilmente lui è in contatto con gli attuali proprietari. Così almeno penso, del resto qualcuno che paga c'è anche se non so chi. Mi riferisco al pagamento del ristorante della squadra, del pullman quando va in trasferta e di altre spese. Io mi limito a dare alla segretaria l'elenco prioritario poi chi paga non lo so davvero".

Dunque Tommasi chiarisce: a) che la Lucchese è comandata da Moriconi, che, ricordiamo, ha indirettamente l'1 per cento;  b) che Moriconi e il trio dei romani è in continuo contatto; c) che nemmeno il direttore generale autopresentatosi sa da chi vengono i soldi con i quali la gestione va avanti. Non c'è che dire, un quadro di una chiarezza assoluta. Un quadro nel quale Tommasi svolge il ruolo indicato sin dall'inizio, quello di trait d'union dei due gruppi che governano, non si sa come, non si sa in base a quali accordi, evidentemente non resi pubblici, la Lucchese. Un ruolo svolto grazie anche ai buoni uffici di Marco Barghigiani, che sta finendo di scontare una squalifica a oltre 3 anni per una vicenda di calcioscommesse e con il quale Tommasi  ha lavorato a suo tempo nella Fermana. Quello che è chiaro, ora, è che Arnaldo Moriconi continua a governare la Lucchese. Non è un dettaglio. Anzi. E' un passaggio cruciale per capire il ginepraio in cui è finita la società rossonera. 


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