Detto tra noi

Una fascia per De Feo. Anzi, due

domenica, 2 settembre 2018, 08:25

di fabrizio vincenti

E' difficile prendere una posizione netta sui cosiddetti cavalli di ritorno, uno dei fenomeni peraltro più frequenti nel calcio. Abbiamo ancora in mente il ritorno, anzi i ritorni, disastrosi in un caso, deludenti nell'altro, di un mito vivente per il calcio rossonero come Corrado Orrico. Ma non dimentichiamo neppure che un certo Roberto Paci era un cavallo ritorno, o, per venire a tempi più recenti, anche Francesco Forte lo è stato. Per la soddisfazione di tutti, risultati alla mano.

Perciò, in questa pazza, sfinente e disarmante estate rossonera guardiamo con curiosità ai tanti ritorni. Da Favarin a Obbedio, che hanno iniziato decisamente bene, siamo arrivati a Gianmarco De Feo. Senza dimenticare che anche Jacopo Fanucchi è stato a un passo dal tornare clamorosamente a Lucca, a poche settimane di distanza dal suo addio. Per ora resterà a Pistoia, ma mai dire mai. C'è una finestra di mercato, quella di gennaio, che potrebbe riportare in rossonero qualche altro ex. Per quanto, da qui a gennaio, è davvero lunga la strada da percorrere, sia per la squadra che per la società. 

De Feo può davvero essere il tassello giusto per dare fantasia e gol all'attacco rossonero. Un attacco che, non dimentichiamoci, dovrà fare gol a ripetizione. La penalizzazione, ancora da quantificare, imporrà comunque di provare a vincere qualche partita in più rispetto a quelle necessarie per una salvezza ordinaria. L'attaccante di Eboli, prima di perdere lucidità nella fase finale della sua prima stagione in rossonero e dopo un campionato davvero a alti livelli, ne realizzò nove, alcune davvero stupende. Senza considerare gli assist, a memoria una decina, per i compagni.

Ma il ritorno di De Feo, che a Lucca ha lasciato in tutti un buon ricordo, è anche importante sotto un altro aspetto. Serve e servirà a dare immagine a questa squadra, che ha bisogno di qualche protagonista. E di leader, dopo la partenza, che ancora non digeriamo, di Nolé e Espeche e l'addio di altri rossoneri da anni a Lucca, da Mingazzini a Di Masi. Ecco allora una proposta: perché non dare proprio all'attaccante di Eboli la fascia di capitano? A conti fatti è anche il giocatore con il maggior, sia pure esiguo, numero di presenze. Una fascia sul campo se la prenderà da solo, quella al braccio potrebbe essere un'idea. In ogni caso, a lui va il nostro bentornato, agli altri nuovi, tra cui alcuni giovani di cui si parla un gran bene, il ben arrivati. Non sarà un'annata semplice. Un motivo in più per provare a dare l'anima.


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