Detto tra noi

Squadra e tifosi, insieme

domenica, 26 agosto 2018, 09:13

di fabrizio vincenti

"Al mio posto lo faresti l'abbonamento?". Ce la siamo sentita rivolgere più volte la domanda dopo che la Lucchese ha reso pubblica la nuova campagna abbonamenti "AnCora in piedi", uno slogan dagli evidenti connotati umoristici e che ci fa venire in mente l'immagine di Rocky Balboa con un Sylvester Stallone sanguinante che urla: Adrianaaa. A pensarci bene, il miglior titolo per una società che  sembra sempre sul punto del ko, che non ha una meta. che denota confusione continua. E che ha ormai rotto il rapporto fiduciario con una larga parte della tifoseria.

La vicenda della campagna abbonamenti è in questo senso sintomatica: zero comunicazione, zero spiegazioni, zero logica. E non ci riferiamo all'aumento a 100 euro della curva (raddoppiata rispetto allo scorso anno), un ritocco che ci poteva anche stare, visto che 50 euro era effettivamente un prezzo che non rispecchiava il reale valore di quanto offerto. Ci riferiamo, piuttosto, ai 150 euro a prezzo pieno, uno dei più cari del girone, una cifra che troverebbe spazio solo a fronte di ambizioni che non esistono. Per non parlare dei prezzi degli altri settori. La Lucchese non sa ancora quante penalizzazioni l'attendono, ha una squadra che è una incognita (ma qualche cosa finalmente si muove, a partire dagli ultimi acquisti portati a termine da Obbedio) e, soprattutto, ha una società che non è dato sapere quanto rimarrà e dove condurrà la nave. Quanto basta per ritenere la pretesa impropria. 

Come se non bastasse non sono stati forniti i prezzi delle singole partite, un altro evidente sgambetto ai tifosi che non possono comparare i costi, e tenete presente che un terzo delle partite verranno disputate di sabato (e più di una infrasettimanale visto lo slittamento del torneo). Per molti potrebbe essere determinante, nella scelta se fare o meno l'abbonamento, avere un riscontro numerico del biglietto singolo da comparare con il costo dell'abbonamento. Chi lavora di sabato, in sostanza, rischia di perdersi parecchie gare e giustamente vuole capire la convenienza o meno a fare l'abbonamento. 

Come singolare, al limite della furbata, l'idea di garantire prezzi bassi solo per quattro giorni, lo special price, che in inglese fa tutto un altro effetto quando siamo afflitti dal provincialismo straccione, guarda caso quattro giorni sino alla data del pagamento degli stipendi. Chiara, chiarissima la voglia di fare cassa prima del pagamento degli emolumenti.  Salvo poi allungare la campagna di un'altra settimana, forse sulla scorta delle proteste dei tifosi, o forse in virtù dei risultati non eccelsi della stessa. Dati, per ora, non ne sono stati comunicati, tanto per cambiare, ma nessuno che si è trovato davanti al botteghino del Porta Elisa si è imbattuto in code oceaniche. Lo scorso anno furono, andiamo a memoria, 1200 circa le tessere staccate.

Detto questo, per tornare alla domanda iniziale, in tutta sincerità crediamo che non faremmo l'abbonamento, ma non per questo non verremmo al Porta Elisa. Anche se a menare le danze continua a essere un personaggio che non ha nemmeno una pallida idea di cosa sprigioni, come sentimenti, il calcio e tantomeno sia in grado di giocare a carte scoperte. A proposito, i contatti con cordate e cordatine continuano. E non è dato sapere se c’è da preoccuparsi ulteriormente tra accelerazioni e improvvise fermate. Ma anche se la gestione è imbarazzante, anche se un futuro non pare ancora esserci, non si può non essere sui gradoni del Porta Elisa. La Lucchese siamo noi, ripetono i tifosi: impossibile non essere al fianco della squadra che è attesa da un compito molto impegnativo. Squadra e tifosi, insieme. Tutto il resto è noia, diceva il grande Franco Califano. Anzi, peggio. 


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