Detto tra noi

Se non arriva Grassini, ecco Belardelli

martedì, 17 aprile 2018, 09:35

di fabrizio vincenti

Siamo all’epilogo. I giorni scorrono veloci e, al di là dell'ennesima operazione di campagna di informazione indirizzata, su cui torneremo, entro questo fine settimana scade la proroga concordata (e non concessa) per la vendita della Lucchese da Moriconi a Grassini. Ne abbiano sentite e lette di tutti i colori, personalmente non sappiamo come finirà: troppe le variabili in gioco. Ma alcuni punti fermi è bene metterli.

Primo: l'acquisto non si è ancora perfezionato perché rispetto a quanto concordato dalle parti sono usciti fuori poco meno di 200mila euro di debiti in più. Debiti che  Moriconi non vuole in qualche modo tenere conto, nel senso che continua a chiedere la solita cifra per togliere il disturbo. Come se voi voleste vendere la macchina continuando a chiedere il medesimo prezzo anche se, dopo le verifiche del caso, le ruote sono da buttare o la carrozzeria da riverniciare. O c'è da ancora pagare il conto dall'elettrauto. Il problema è tutto qui. E proprio per questo le parti hanno convenuto di mettere in mezzo un nuovo esperto contabile, quel Matteo Romani che è revisore dei conti della Lucchese. Dovrebbe garantire terzietà. 

Secondo: se l’operazione con Grassini salta, preparatevi tutti a veder approdare a Lucca, pur sotto mentite spoglie, Pietro Belardelli. Che non sta fermo un attimo e sta già muovendosi per definire persone e incarichi nella nuova Lucchese. Il tutto naturalmente con la benedizione dell'imprenditore dalla ieratica barba che con il personaggio romano ha affari da milioni di euro in Bulgaria. 

Terzo: l'ipotesi che Moriconi resti alla guida da solo è fantascienza, un genere letterario particolarmente sviluppato da alcuni giornalisti che fungono da addetti stampa aggiunti della Lucchese. Gli stessi che sino a poco tempo fa sostenevano che non esistevano gli imprenditori lucchesi. E il motivo della deriva fantascientifica  è molto semplice: da ora in poi Moriconi dovrebbe mettere (e perdere) soldi. Sinora ha agito in larga parte da istituto di credito pronto a recuperare il denaro e, se possibile, guadagnarci. Da domani Moriconi sarebbe costretto a buttare soldi a iosa, come hanno dovuto fare coloro che lo hanno preceduto. Perdendoli. Un'ipotesi che chi conosce il soggetto nemmeno quota alle agenzie di scommesse. 

Quarto: Moriconi sta giocando un’abile partita a scacchi, supportato in questo da qualche giornalista pronto a rilanciarne i messaggi garantendogli quella patina (sempre più opaca) di affidabilità e da una ridda di voci, messe in giro da chi si può facilmente immaginare, ma l'ipotesi di vendere a soggetti diversi da Belardelli la vede come una mezza sconfitta, al limite compensata da un bel gruzzolo di soldi da mettere in cassetta di sicurezza. Basta ricordare come siano saltate tutte, ma proprio tutte, le trattative e anche solo gli abboccamenti dei mesi scorsi che non avessero di mezzo Belardelli. Ai distratti ricordiamo l'operazione di cessione con i due avvocati pisani che agivano per conto di Belardelli: quella era la pista e quella rimane l'ipotesi che Moriconi coltiva. 

Quinto: ci chiediamo, al di là di alcune dichiarazioni imbarazzanti anche per un tifoso rilasciate in conferenza stampa cosa pensa dell'arrivo di Belardelli l'amministratore unico della Lucchese Carlo Bini, che mosse fuoco e fiamme a novembre (a parole, visto che il contratto con i due avvocati pisani lo firmò, eccome, recitando la parte dell'ingenuo)? "Mai a Belardelli", tuonò. Bini sarà ricordato come l'amministratore unico temporaneo di maggiore durata: doveva andarsene subito, è sempre lì. E colleziona figure dopo figure, a partire da quelle in sala stampa. Non è riuscito nemmeno a farsi squalificare, così come annunciato, nel dopo gara con la Pistoiese, probabilmente i commissari lo hanno preso per scherzo. 

Sesto: la palla ce l'ha Grassini, nonostante tutto. Se deciderà di acquistare la Lucchese, ma siamo certi che Moriconi farà il possibile per muovere cavilli, a quel punto per Belardelli e per i piani dell'imprenditore dalla ieratica barba non ci sarà altra strada. Non sappiamo, e non abbiano la sfera di cristallo per capire cosa riserverà il futuro con Grassini, sappiamo però cosa ci riserva un futuro con Belardelli e un presente con Moriconi. Non venga il primo, se ne vada, prima possibile, il secondo. Lasci stare la Lucchese. Per divertirsi e definire strategie di conquista del mondo ha sempre la tv e la Bulgaria. 


Altri articoli in Detto tra noi


domenica, 17 giugno 2018, 16:36

Cercasi gente che ha fame

Si sapeva, ma fa comunque un certo effetto sapere che il prossimo campionato non vedrà tra i rossoneri tanti dei protagonisti degli ultimi anni e neppure due personalità che hanno lasciato il segno, ovvero Giovanni Lopez e Antonio Obbedio.


giovedì, 7 giugno 2018, 18:47

Promettere uno e fare tre

Pensavamo di averle viste tutte. E invece no. Non c'è mai fine ai colpi di scena, almeno in casa rossonera, dove le cose semplici non sono mai piaciute. Ma, alla fine, nonostante i colpi di coda finali, il passaggio di proprietà della Lucchese è andato in porto.



mercoledì, 23 maggio 2018, 20:55

Avete mai comprato un'auto usata?

E' destino che la Lucchese e i suoi tifosi siano un passo avanti rispetto a tutti. A memoria non ricordiamo un passaggio societario che si incarta poco dopo che le parti sono uscite belle sorridenti da uno studio notarile, avendo messo tutto (o quasi) nero su bianco.


sabato, 12 maggio 2018, 10:12

In lode di Nicola Mingazzini

Passano gli anni e molti di voi si continuano a chiedere perché le interviste ai calciatori sono cariche di retorica, a volte di banalità. Gruppofantastico. Ilmistercispronasempre. Ripartiamoatestabassa. Comequinonsonostatodanessunaparte. Hoaccettatosenzapensarciduevolte. Frasi trite e ritrite. In un mondo sempre più di plastica, i calciatori non fanno eccezione e con il loro campionario...