Detto tra noi

Grassini e Lucchesi, ecco cosa dovete portare...

sabato, 17 marzo 2018, 09:02

di fabrizio vincenti

La svolta era nell'aria, per quanto in una trattativa con Arnaldo Moriconi le sorprese siano sempre dietro l'angolo. Dunque Lorenzo Grassini è il nuovo socio di maggioranza della Lucchese, salvo intoppi rispetto a quanto concordato nella lettera di acquisto irrevocabile.  L'impatto durante la conferenza stampa di presentazione, a nostro avviso, è stato positivo. Poi, come sempre, dovranno seguire i fatti. Una stella polare, quella dei fatti, che deve guidarci e ci ha guidato in passato, per Fouzi Hadj come per Valentini e Giuliani, per i soci lucchesi e Arnaldo Moriconi. L'unica che potrà, come una cartina di tornasole, svelare cosa sarà la Lucchese del domani. Conteranno solo i fatti, da far seguire alle intenzioni e su quelli ci regoleremo. Nessuna intenzione di fare processi preventivi, a maggior ragione se, come sembra, scheletri nell'armadio non ce ne sono. Solo domande e questioni da dissipare. Un aspetto da non sottovalutare, perché altre ipotesi ventilate in questi mesi erano da far venire i brividi di disperazione. 

Ecco un punto cruciale nell'epilogo della trattativa: le alternative in campo. E tra esse, realisticamente, quella di Grassini e Lucchesi ci è parsa la più spendibile. Chi attendeva gli imprenditori lucchesi, purtroppo, è restato ancora una volta deluso, chi ha letto i nomi che si sono succeduti, dall'estate scorsa a ora, potrà convenire che quella dell'imprenditore senese è stata la scelta migliore o comunque sulla carta quella meno a rischio. Che non è poco. Il concetto va ribadito: il pranzo si fa con gli ingredienti a disposizione, non con quelli che si sognano. O si millantano. 

Arnaldo Moriconi, che potete chiamare come vi pare, ma non è fesso, dall'affare ricaverà un bel gruzzolo, e francamente lo avevamo messo in conto, fondamentale era che l'impreditore dalla ieratica barba non creasse le condizioni per dei passaggi al buio, magari per assecondare partite extracalcistiche. Moriconi, alla fine, probabilmente rendendosi conto dell'ostilità di tutta la piazza, ha virato altrove, decidendo comunque di rimanere in società. E se questa soluzione gli ha generato l'ennesimo utile, non ci scandalizziamo, a patto che abbia messo nelle mani giuste la Lucchese. Quello che è certo è che si doveva cambiare pagina. La piazza è ancora una volta con l'umore sotto le scarpe, senza prospettive, afflitta da una ormai cronica mancanza di prospettive e da una gestione da giorno per giorno, quasi per inerzia. Una situazione che affliggerebbe anche il più inossidabile ottimista. 

L'approccio del nuovo proprietario ci è parso positivo, dettato dalla volontà di fare chiarezza e soprattutto intenzionato a coinvolgere tutti gli altri attori, da quelli istituzionali ai tifosi, ai soci di minoranza. E' l'avvio giusto. A Grassini e Lucchesi ci permettiamo di consigliare una cosa: prima ancora di promettere promozioni o campionati di vertice, muovetevi affinché la Lucchese torni a essere centrale in città. Come interesse, solidità, affidabilità, prospettive, serietà. Ecco, quello sarebbe il presupposto per costruire e tornare a sognare.  A Lucca potranno lavorare bene, senza facili entusiasmi e senza eccessive pressioni. Ma servono serietà, progettualità e concretezza. Solo con quelle si può andare lontano e avere la città al fianco. A voi la palla: provate a fare gol. Ce ne sarebbe un gran bisogno. 


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