Detto tra noi

Scommettiamo che...

domenica, 10 dicembre 2017, 08:53

di fabrizio vincenti

La settimana che va cominciando potrebbe essere quella decisiva per l'assetto proprietario della Lucchese. Nei prossimi giorni è previsto un nuovo incontro tra i vertici della società rossonera in Comune; stavolta, pare, alla presenza di qualche imprenditore del territorio, o almeno di un loro rappresentante. Sul tentativo messo in piedi da palazzo Orsetti campeggia il più assoluto riserbo, interrotto solo da qualche notizia che la Lucchese fa filtrare. E' stato il caso del comunicato della scorsa settimana, appena concluso il primo incontro, e con il quale, anche un deficiente lo avrebbe capito, si è cercato di minimizzare la portata dell'incontro stesso. 

La strategia appare evidente, e in questo avallata anche da alcuni cantori: far crescere l'attenzione, dimostrare apertura e disponibilità e poi troncare gli sviluppi. Nel mezzo far ruotare come sempre la ghigliottina dei pagamenti degli stipendi, salvo poi precisare che verranno regolarmente pagati. L'obiettivo, a nostro avviso, è chiaro, molto chiaro, troppo chiaro. Dimostrare che non ci sono alternative alla soluzione che Arnaldo Moriconi sta portando avanti, dal luglio scorso, quasi una tela da tessere, e far digerire alla piazza, ovvero l'arrivo di una compagnia costituita da Pietro Belardelli e Matteo Anconetani.

Quella era ed è l'unica soluzione gradita al personaggio che regge le sorti della Lucchese con lo stesso ruolo che può avere una banca che si trova di fatto, pur disponendo di pochi punti percentuali in conto capitale, a disporre del destino di un'azienda a cui sono state versate iniezioni di liquidità mese dopo mese. Ma, attenzione, non in quota capitale, ma in larga parte in conto prestito. E che si ritiene, naturalmente, di dover aver indietro. La differenza tra denaro versato in conto capitale e a titolo di prestito non crediamo debba essere spiegata a nessuno. Ci limitiamo a sottolineare che se Bacci avesse fatto altrettanto, a questo punto, avrebbe avuto presumibilmente un credito di qualche milione di euro.

"Avevamo concordato per un prezzo intorno ai 700mila euro – disse a Gazzetta Lucchese Pietro Belardeili, il 15 lugiio  – che avrebbero consentito di ricoprire anche le somme da lui anticipate. Peraltro sono interessato anche alla tv di Moriconi. Siamo stati anche dal suo commercialista e abbiamo parlato anche della fideiussione per la quale la Lucchese ha dovuto faticare prima di trovare la via giusta. Mi aveva chiesto anche il nome del tecnico, uno che ha avuto esperienze internazionali, dei giocatori e del direttore sportivo e c'era un progetto sullo stadio. Ci eravamo anche stretti la mano e tutto sembrava definito". Affermazioni di una chiarezza lampante e che lasciavano intravedere un busness che andava anche oltre la Lucchese. Attenzione, perché quest'ultimo non è un dettaglio.

Peccato che questa soluzione preveda, in tempi presumibilmente brevi, l'allontamento dei due veri valori aggiunti della Lucchese, il diesse Obbedio e il tecnico Lopez, per far posto a qualcuno gradito dalla nuova proprietà. Peccato che questa soluzione non sembrerebbe gradita agli stessi vertici della Lega Pro, mentre le altre piste, come comprimari di una commedia di bassa qualità, evaporano. A partire da quella dell'umbro Todini: che fine ha fatto? Ora, per arrivare all'epilogo, ci sarà solo da dimostrare che la pista portata avanti dal Comune è inconsistente o quasi. Con tanto di ringraziamento al sindaco e, allargando le braccia, sostenere che non resta affidarsi a qualche imprenditore "straniero", una scelta che si vorrebbe condivisa da tutti i soci. Sulla strada che sta sviluppando il sindaco, per quel poco che filtra, ci sarebbe da aggiungere che sembra seria. Forse, proprio per questo, da evitare? Perché in questa storia, l'epilogo, se non ci sarà un colpo di reni, sembra già scritto. Scommettiamo che...


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