Detto tra noi

Carlo Bini: dimissioni, perché no?

giovedì, 28 dicembre 2017, 13:22

di fabrizio vincenti

Non sappiamo se il cane bassotto di Carlo Bini oltre che, come tutti gli animali, offrire amore e calore, è in grado di consigliare al meglio il suo padrone sulle scelte da fare quando si parla di Lucchese. A prima vista, sembrerebbe che sia rimasto zitto, o peggio che abbia invitato quello che era un amministratore pro tempore della Lucchese a non fare fagotto. Carlo Bini è lo specchio di questa Italia dove non c'è cosa più duratura di quella provvisoria. 

Arrivato alla guida della società rossonera proprio per dimostrare all'opinione pubblica che era una scelta dettata dalla volontà di lasciare campo a eventuali nuovi arrivati nel minor tempo possibile, il Nostro è da mesi e mesi attaccato alla sedia di comando, non facendo mai mancare firme, quando necessarie, e dichiarazioni, anche quando non servirebbero.

Probabilmente abbiamo tutti nelle orecchie le frasi, quasi commosse, pronunciate dall'amministratore unico durante la conferenza stampa in cui quasi vantandone merito, annunciava che il contratto con i due avvocati pisani era stato stracciato. "Vorrei ringraziare la città e i tifosi – sosteneva – e anche il presidente della Lega Gravina che ha capito che la Lucchese è qualcosa di importante. Non è cambiato nulla: abbiamo i soliti problemi, a partire dallo stadio, e speriamo che il Comune riesca a farci incontrare la Lucca che conta. Il nostro direttore e allenatore torneranno a fare il direttore e l'allenatore, ora siamo noi a chiedergli l'impegno massimo. La settimana trascorsa ha fatto male a tutti a partire dalla squadra. Ringrazio anche gli avvocati che hanno capito quale era la situazione e si sono messi da parte. Non so se il mio futuro sarà ancora nella Lucchese: non sono così forte da reggere così tanto. Deciderò con i pochi amici che mi sono rimasti e non so se verrò alla partita sabato che guarderò con il mio bassottino. Non sapevamo chi c'era dietro? Non accetto queste parole, abbiamo chiesto se c'era Belardelli ci hanno detto che non lo conoscevano. Non sapevamo chi c'era dietro questi due avvocati. Se ci potevamo liberare se non facevano un passo indietro? Ci avremmo provato".

Le abbiamo riproposte per chi fosse a corto di memoria, e l'immagine di quest'uomo, quasi piegato dallo stress di giorni difficili, ci aveva colpito. Immaginavamo che, visto che nessuno lo aveva minacciato con una pistola per restare alla guida, ne traesse le conseguenze e si dimettesse. Una scelta naturale – oltretutto inevitabile per come è stato gestito, con colpe gravissime, il tentativo di cessione – e che avrebbe il vantaggio, tra l'altro, di mettere a nudo i reali rapporti di forza all'interno della compagine rossonera e far in modo che Arnaldo Moriconi salga, formalmente, sulla plancia di comando o, in sua vece, un suo dipendente a libro paga. E invece, no. E' passato anche Natale. Il teatrino va avanti, il Nostro si è appena fatto riconfermare nel cda di Lucchese Partecipazioni (che detiene l'88 per cento della Lucchese), a fargli compagnia saranno lo stesso Moriconi e Nannini. I tre, in pratica, che hanno sancito, poi dissociandosene a vario titolo, la cessione agli avvocati pisani, cadendo tutti, ridicolmente dal pero, alla notizia che dietro di essi c'era Pietro Belardelli. Al quale, sia detto per inciso, immaginiamo girino pure le scatole, visto che di lui tutti sapevano, ma da lui, improvvisamente, hanno preso tutti le distanze. Uno spettacolo che si commenta da solo.

Dunque, ricapitoliamo: Bini resta alla guida di Lucchese Partecipazioni, con Moriconi che lo affianca ancora più da vicino; del documento da mandare all'amministrazione comunale sulla progettualità per il futuro della Lucchese se ne occuperà quest'ultimo che durante l'incontro con gli imprenditori non ha quasi proferito parola. Attendiamo solo il bau bau del bassotto per avere conferma che Bini resterà ancora alla guida della Lucchese come amministratore unico. Firmando la prossima cessione. E se del caso, dolendosene a posteriori. A cosa fatte, in sostanza. Dimissioni? Restano tutti al loro posto, perché vogliono bene alla Lucchese...


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